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Esame finale del Master in
Educazione Civica Europea e Multilivello
seconda edizione: marzo 2026

Il 7 marzo 2026 si è tenuta, presso l’Aula 10 dell’Università degli Studi Link a Roma, la quinta sessione d’esame della seconda edizione del Master di I livello in Educazione Civica Europea e Multilivello. La Commissione d’esame, composta dal Prof. Giorgio Grimaldi, dalla Prof.ssa Letizia Baldoni e dalla Dott.ssa Felisia Pujia, ha valutato i project work finali presentati dai discenti, che hanno approfondito tematiche storiche, ambientali, educative e di genere, offrendo spunti originali per la promozione della cittadinanza attiva in una prospettiva europea e multilivello.

A seguire, sono disponibili alcuni scatti della giornata e gli abstract dei project work presentati.

Project work / Tesi

APPERTI Claudia

L’evoluzione dell’inclusione scolastica in Europa

Relatore: prof. Giulio Saputo

Abstract

La presente tesina analizza l’evoluzione delle politiche di inclusione scolastica in Europa e in Italia, esplorando il passaggio da una visione medica, stigmatizzante della disabilità a un approccio più complesso, di tipo biopsicosociale basato sulla classificazione internazionale ICF adottata dall’OMS nel 2001. In questa nuova prospettiva, la disabilità non è più vista come una condizione cronica e insuperabile ma come il risultato dell’interazione tra le condizioni di salute di una persona e un ambiente sfavorevole. L’esame di trattati internazionali e normative nazionali mette al centro il diritto all’istruzione per tutti gli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES), sottolineando che una scuola inclusiva non deve limitarsi ad accogliere, ma deve riorganizzare didattica e spazi per valorizzare le unicità di ogni discente. Le informazioni considerate provengono da varie fonti: studi internazionali, nazionali, normative, casi studio. Nel primo caso le fonti sono state : i Rapporti Eurydice, studi dell’OCSE, dell’UNESCO e dell’Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali. Per la Normativa, è stata condotta una revisione storica della legislazione italiana (dalla Legge 517/1977 alla Legge 104/1992, fino ai recenti decreti PNRR del 2024) in parallelo con i trattati dell’Unione Europea e la Convenzione ONU del 2006. Per i casi studio, sono state illustrate le buone pratiche in tema di inclusione scolastica in paesi come Spagna (Scuola Padre Jeronimo), Svezia (comune di Essunga) e Austria (progetto Mehrstufenklasse). In merito ai risultati l’indagine evidenzia una realtà europea eterogenea, che si suddivide in tre approcci principali: l’uni-direzionale, con l’inserimento della quasi totalità degli alunni nel sistema ordinario (Italia, Spagna, Grecia); il multi-direzionale: in cui coesistono sistemi scolastici ordinari e differenziati (Danimarca, Francia); il bi-direzionale: con due sistemi educativi distinti e separati (Svizzera, Belgio). Dai dati di ricerca, per le categorie degli studenti con disabilità intellettiva grave, persiste il pericolo di segregazione anche all’interno delle scuole comuni, soprattutto nel passaggio tra istruzione primaria e secondaria. È inoltre ancora presente una visione ancora piuttosto riduttiva dell’individuo con disabilità, che evita di prendere in considerazione altre sue importanti condizioni, come può essere quella per esempio di svantaggio economico o di rifugiato.

Il problema principale che rende problematico effettuare studi comparativi internazionali sull’inclusione è la mancanza di definizioni condivise a livello globale ed europeo. Ogni Paese membro utilizza criteri e terminologie differenti per definire cosa siano i “Bisogni Educativi Speciali” (SEN/BES) e la “disabilità”. Esiste inoltre un problema legato alla incompletezza dei dati dal momento che oltre la metà dei sistemi educativi europei dichiara di non avere accesso a dati completi sulle discriminazioni, spesso a causa della mancata denuncia da parte delle vittime o della difficoltà legale nel dimostrare l’atto discriminatorio. L’esclusione delle performance degli studenti con disabilità dai test internazionali, come i test PISA (OCSE), unita ad una certa incompletezza delle statistiche nazionali sull’istruzione relative agli studenti con BES rendono infine il quadro sull’inclusione ancora parziale e non del tutto rappresentativo della realtà.

Per quanto riguarda l’Italia, è evidenziato come seppure goda di un quadro normativo avanzato e soffre di carenze organizzative e di una visione ancora troppo medicalizzata rispetto ad altri paesi che, pur essendo arrivati più tardi all’inclusione degli studenti con BES nelle classi comuni, stanno adottando modelli più flessibili e orientati ai bisogni pedagogici concreti. In Italia tra le criticità sistemiche evidenziate, emerge la tendenza dei docenti curricolari a delegare la responsabilità educativa esclusivamente all’insegnante di sostegno. La stessa continuità educativa è messa in discussione dalla precarietà del personale scolastico.

I dati del sindacato Anief (2021-2024) mostrano infatti un aumento degli studenti con disabilità (da 316.000 a 359.000) a fronte di una crescita dei contratti a termine, con oltre 111.000 cattedre di sostegno “in deroga” coperte da supplenti spesso privi di specializzazione.

Nelle conclusioni è sottolineato come il futuro dell’inclusione dipenda dalla qualità dell’inclusione, realizzabile mediante un superamento della logica della “certificazione clinica” per adottare valutazioni pedagogiche basate sui bisogni reali degli studenti , come avviene in Portogallo. Un’altra soluzione emersa consiste nella formazione permanente dell’intera “comunità educante” in tema di inclusione e di BES , in modo da poter gestire con più efficacia le sfide rappresentate dalle classi eterogenee presenti nel sistema educativo contemporaneo.

Infine è fondamentale per realizzare una inclusione rispondente ai bisogni degli studenti implementare una cultura dell’ascolto promuovendo la loro partecipazione attiva e delle famiglie nei processi decisionali all’interno della scuola.

GALLELLI Carmela, GALLELLI Maria

Viaggio nella UE: percorsi di cittadinanza

Relatore: prof. Michele Fiorillo

Abstract

Il presente lavoro illustra un progetto di Unità di Apprendimento (UDA) trasversale di Educazione civica europea, che integra le discipline del Diritto e della Geografia turistica. Il tema centrale è la cittadinanza europea come strumento concreto di mobilità, tutela dei diritti e senso di appartenenza. Di fronte alle criticità che oggi investono l’Unione Europea, talvolta percepita come distante, burocratica e poco tempestiva nel rispondere alle sfide globali, si intende evidenziarne il ruolo concreto nella vita quotidiana dei cittadini. Attraverso la conoscenza dei diritti garantiti, dei territori che esprimono e incarnano i valori europei e delle opportunità offerte dall’appartenenza all’UE, si vuole restituire un’immagine più consapevole e vicina dell’integrazione europea. Allo stesso tempo, si evidenzierà come l’Unione, nel corso degli anni, abbia cercato di ridurre il divario con i cittadini, rafforzando strumenti di democrazia partecipativa e deliberativa, con l’obiettivo di rendere i processi decisionali più inclusivi, trasparenti e condivisi.

Un ulteriore focus riguarda il duplice significato del concetto di popolo europeo, inteso sia come demos, forza politica attiva, sia come ethos, identità culturale e storico-sociale condivisa. La geografia valorizza l’ethos europeo, mostrando come i territori e le città non siano solo punti sulla mappa, ma luoghi di memoria, arte, tradizione e valori comuni. La conoscenza dei luoghi simbolo rafforza il senso di appartenenza all’UE.

Le attività proposte si inseriscono in una prospettiva ormai condivisa sia in ambito europeo, dove si stanno affermando modelli di democrazia partecipativa e deliberativa, sia in ambito nazionale, dove anche le Linee Guida per l’Educazione civica orientano la scuola verso un ruolo più

PROVENZANO Rosanna

Cittadinanza europea consapevole

Relatore: prof. Giorgio Grimaldi

Abstract

Questo progetto propone un’unità di apprendimento interdisciplinare, rivolta a una classe seconda (a potenziamento linguistico) del liceo delle scienze umane.

L’UDA che ha come tema la cittadinanza europea, si propone di far acquisire ai ragazzi la consapevolezza del significato storico, giuridico e culturale della cittadinanza europea, sviluppando in loro competenze critiche e partecipative. Si prefigge di guidare i ragazzi alla conoscenza delle tappe principali del processo di unificazione europea, delle istituzioni dell’Unione Europea, dei diritti e dei doveri connessi allo status di cittadino europeo, che si aggiunge integrandola alla cittadinanza nazionale.

Attenzione è dedicata anche alle diverse accezioni del concetto di cittadinanza, con riferimento alla storia antica e al confronto tra dimensione nazionale ed europea e all’analisi di documenti normativi, nonché di casi giudiziari e concreti di esercizio della cittadinanza.

L’unità didattica di educazione civica si sviluppa quindi attraverso un intreccio di contributi disciplinari (Diritto ed Economia, Geo-storia, Lingua Inglese) così da offrire una visione ampia e coerente del concetto di cittadinanza europea dal punto di vista delle sue radici storiche, dei suoi fondamenti giuridici, ma soprattutto delle sue implicazioni culturali e sociali.

Le attività si basano su una prospettiva partecipativa, nella quale gli studenti non sono semplici destinatari di contenuti, ma protagonisti consapevoli del percorso formativo.

Il percorso culmina con un’esperienza da svolgere presso la sede di Esperienza Europa – David Sassoli a Roma dove i ragazzi, visitato lo spazio innovativo, multimediale e immersivo possono partecipare a una simulazione istituzionale per sperimentare concretamente le dinamiche della partecipazione democratica. La restituzione alla comunità scolastica prevede un momento conclusivo, nel quale è prevista la presentazione degli elaborati prodotti, al fine di valorizzare l’impegno e di condividere le

competenze maturate.

Le metodologie adottate comprendono la lezione dialogata; la lettura e l’analisi guidata di testi normativi e di sentenze; lavori di gruppo strutturati secondo il cooperative learning; attività di debate per esercitare la capacità di argomentazione; problem solving su casi concreti legati ai diritti dei cittadini europei; nonché la realizzazione di prodotti digitali (presentazioni, podcast, video) a sintesi del percorso svolto.

TONTI Jessica

Sistemi scolastici a confronto nella prospettiva europea tra equità, inclusione e innovazione educativa

Relatrice: prof.ssa Letizia Baldoni

Abstract

La tesi analizza i sistemi scolastici europei nella prospettiva dell’equità, dell’inclusione e dell’innovazione educativa, mettendo in luce come l’Unione Europea abbia progressivamente costruito un quadro comune di riferimento per la giustizia educativa. Viene esaminato il ruolo delle politiche comunitarie nella promozione della parità di accesso, della cittadinanza attiva e della coesione sociale. L’analisi comparativa di Finlandia, Francia, Germania e Italia consente di individuare differenze strutturali e convergenze nei modelli di governance e nei percorsi formativi. La parte finale approfondisce le buone pratiche europee in tema di curricoli inclusivi, sostegno socio-emotivo e innovazione pedagogica e ne emerge una visione della scuola come spazio pubblico, democratico e complesso, capace di trasformare la diversità in valore educativo e umano.

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