Salta al contenuto principale

Eulink

EULink-logo

Esame finale del Master in
Educazione Civica Europea e Multilivello
seconda edizione: giugno 2026

Il 6 giugno 2026 si è tenuta, presso l’Università degli Studi Link (seconda sede di Roma, via Pietro de Francisci, 152) la quinta sessione d’esame della seconda edizione del Master di I livello in Educazione Civica Europea e Multilivello.

La Commissione d’esame, composta dal Prof. Giorgio Grimaldi, dal Prof. Tommaso Visone e dalla Dott.ssa Felisia Pujia, ha valutato i project work finali presentati dai discenti, che hanno approfondito l’educazione civica in riferimento allo sviluppo sostenibile con riferimento a progetti ad hoc e proposte educative volte all’inclusione sociale e alla valorizzazione delle persone in contesti problematici, offrendo spunti originali per la promozione della cittadinanza attiva in una prospettiva europea e multilivello.

 

A seguire, sono disponibili alcune foto della giornata e gli abstract dei project work presentati.

Project work / Tesi

CEVOLI Danilo

Il modello “Firpo-Buonarroti” tra cittadinanza attiva, Erasmus+,Sport di Salvamento, tutela del patrimonio marino e politiche UE. Percorso di outdoor-learning e internazionalizzazione

Relatore: prof. Giorgio Grimaldi

Abstract

Il presente Project Work nasce dall’esigenza di tradurre i paradigmi teorici dell’Educazione Civica Europea in una prassi didattica concreta, capace di generare un impatto tangibile sul territorio e sulla coscienza civile delle giovani generazioni. In un’epoca segnata dalle sfide della transizione ecologica, gli obiettivi dell’Agenda 2030, il mare non rappresenta solo una risorsa naturale da proteggere, ma si configura come un vero e proprio “spazio di cittadinanza”, un ponte tra le identità locali e l’appartenenza all’Unione Europea.
Il mio lavoro presentato di seguito, analizza e sistematizza l’esperienza maturata personalmente presso l’Istituto di Istruzione Superiore (IIS) “Firpo-Buonarroti” di Genova, come referente dei Progetti Europei, dove il percorso di European Blue School ha permesso di integrare la tutela del patrimonio marino nel curricolo scolastico attraverso l’approccio dell’Ocean Literacy.
Genova, città di mare per antonomasia, diventa così il laboratorio ideale per applicare il concetto di governance multilivello: dalla gestione del litorale locale alle direttive comunitarie del Green Deal e della Mission “Ocean and Waters 2030”.

L’intervento progettuale si è articolato seguendo tre direttrici metodologiche fondamentali:

  1. L’apprendimento esperienziale (Outdoor Learning e Learning by Doing): attraverso azioni dirette di monitoraggio ambientale, laboratori sulle microplastiche e sport di salvamento, trasformando il litorale in un’aula a cielo aperto, grazie alla collaborazione con il Consorzio Genoa Ocean Agorà (GOA).
  2. La dimensione europea e l’internazionalizzazione: grazie alla cornice dei progetti Erasmus+ KA121, che ha permesso di validare le buone pratiche locali in un contesto di confronto transnazionale con il costante supporto del Centro Europe Direct di Genova.
  3. La comunicazione sociale e l’inclusione: tramite iniziative come PaintEU, Panchine Blu Europee e il Peer Tutoring, volte a coinvolgere l’intera comunità educante e a sensibilizzare la cittadinanza sul legame indissolubile tra ecosistema marino e benessere collettivo. Inoltre, tali attività hanno permesso di consolidare i legami tra la città ed i cittadini accrescendo l’autostima ed il benessere dei discenti.

Le attività descritte hanno avuto tra gli obiettivi fondamentali quello dell’Inclusione, virtuosa meta proposta dai valori intrinsechi dell’Unione Europea.

Attraverso l’analisi di queste attività, il Project Work intende dimostrare come l’Educazione Civica non possa più essere limitata alla trasmissione di nozioni giuridiche o meramente accademiche, ma debba evolvere in una pedagogia della responsabilità. L’obiettivo finale è formare cittadini che non siano solo consapevoli dei propri diritti, ma anche custodi attivi del patrimonio comune europeo, partendo da quella “risorsa blu” che è il cuore pulsante del nostro continente e del nostro futuro.

CEVOLI Luca

Eco-Cittadini in Movimento: Plogging, Inclusione e Valori Europei nella Scuola Secondaria di Secondo Grado

Relatore: prof. Giorgio Grimaldi

Abstract

L’elaborato propone un focus specifico sull’esperienza didattica condotta presso l’Istituto “Vittorio Emanuele II – Ruffini” di Genova, anche nella sua dimensione di frontiera pedagogica all’interno della sezione carceraria. In un contesto di cittadinanza globale, l’insegnamento dell’Educazione Civica Europea è chiamato a coniugare il benessere individuale con la cura del bene comune.
Il concetto di “cittadinanza multilivello” diventa quindi la chiave di volta per integrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 con le pratiche quotidiane della scuola secondaria, offrendo una prospettiva che dalla tutela dell’ambiente si eleva fino alle istituzioni sovranazionali, in un percorso che pone al centro la transizione ecologica e l’inclusione sociale, valori cardine del Green Deal Europeo.
Attraverso l’attività del plogging, il progetto intende dimostrare come le Scienze Motorie possano fungere da catalizzatore per l’apprendimento dei principi di democrazia, uguaglianza e solidarietà, favorendo un processo di crescita critica che prepari il discente a essere custode attivo del territorio. All’interno della cornice scolastica, la sfida consiste nel tradurre i concetti astratti di “valori europei” in azioni concrete, capaci di incidere sul clima relazionale della classe e sulla percezione che lo studente ha della propria responsabilità verso il pianeta. La dimensione sovranazionale dell’istruzione permette infatti di superare la logica dell’individualismo, introducendo una narrazione basata sulla cooperazione e sulla sostenibilità, elementi indispensabili per abbattere le barriere sociali e promuovere una cultura della legalità ambientale. In questo senso, l’Unità Didattica di Apprendimento (UDA) qui presentata si configura come un laboratorio di cittadinanza attiva dove il corpo in movimento diventa strumento di rigenerazione urbana e sociale, dimostrando che l’inclusione non è solo un principio teorico, ma una pratica che si realizza attraverso lo sforzo comune per un obiettivo condiviso.

L’obiettivo finale del presente lavoro è dunque quello di delineare un modello d’intervento che, partendo dalle specificità di Genova, possa contribuire al dibattito sulla pedagogia multilivello, ribadendo che la scuola è lo spazio in cui i valori comuni devono trovare la loro applicazione più alta, garantendo a ogni individuo la possibilità di sentirsi parte integrante del destino comune del continente europeo. Questo approccio richiede un coordinamento costante tra discipline diverse, affinché il diritto alla salute e il rispetto per l’ambiente diventino i motori propulsori di una riforma culturale che veda nell’Europa non solo un’entità economica, ma un rifugio di diritti inalienabili e una palestra di democrazia costante.

La riflessione che segue cercherà quindi di declinare operativamente tali principi, fornendo strumenti metodologici atti a trasformare l’ora di lezione in un’aula di Europa, dove il riscatto personale e l’impegno civico si intrecciano con l’appartenenza a una comunità di popoli uniti nella diversità. Attraverso questa lente, l’educazione civica e le scienze motorie cessano di essere discipline isolate per farsi pratica di emancipazione e sostenibilità, permettendo al discente di visualizzare un orizzonte di possibilità che superi ogni barriera e si ricongiunga con le radici civili dell’integrazione europea, fondata sulla pace, sulla giustizia climatica e sulla solidarietà sociale. Nell’ambito dell’IIS “Vittorio Emanuele II – Ruffini”, l’esperienza si pone come un’eccellenza che interroga il sistema formativo sulla necessità di investire in percorsi che valorizzino la persona come fine ultimo di ogni azione pubblica, coerentemente con il mandato costituzionale e le direttive dell’Agenda 2030.

LIA Francesco

Oltre il Muro: la cittadinanza europea come percorso di rieducazione e riscatto

Relatore: prof. Giorgio Grimaldi

Abstract

L’elaborato affronta il tema dell’intersezione fondamentale tra il paradigma educativo dell’Unione Europea e la funzione rieducativa della pena, partendo dall’esperienza didattica condotta presso la sezione carceraria dell’Istituto “Vittorio Emanuele II-Ruffini” all’interno della Casa Circondariale di Genova Marassi.
In un contesto di privazione della libertà, l’insegnamento dell’Educazione Civica Europea non può limitarsi alla mera trasmissione di nozioni giuridiche o istituzionali, ma deve trasformarsi in un dispositivo pedagogico capace di risvegliare nel detenuto la consapevolezza di essere titolare di diritti e, contestualmente, destinatario di doveri verso una comunità più ampia di quella nazionale.

Il concetto di “cittadinanza multilivello” diventa quindi uno strumento per scardinare l’isolamento identitario del recluso, offrendo una prospettiva che dal microcosmo della cella si eleva fino alle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, in un percorso di risocializzazione che pone al centro la dignità umana, valore cardine dell’Articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea. Attraverso l’analisi della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE e della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il progetto intende dimostrare come i principi di democrazia, uguaglianza e Stato di diritto possano fungere da bussole etiche per la ricostruzione del sé, favorendo un processo di crescita critica che prepari il ristretto al futuro reinserimento sociale. All’interno dell’Istituto “Vittorio Emanuele II–Ruffini”, la sfida educativa consiste nel tradurre i ”valori europei” in competenze civiche trasversali, capaci di incidere concretamente sulla qualità delle relazioni della sezione carceraria e sulla percezione che il detenuto ha del proprio ruolo nella società contemporanea. La dimensione sovranazionale dell’istruzione in carcere permette infatti andare al di là di visione nazionale incentrata sulla punizione, facendo leva su di una prospettiva basata sulla solidarietà e sulla cooperazione, elementi indispensabili per abbattere i tassi di recidiva e promuovere una cultura della legalità che sia autenticamente europea. L’Unità Didattica di Apprendimento (UDA) oggetto di questa esposizione intende proporsi come un ponte ideale tra il “dentro” e il “fuori”, un laboratorio di cittadinanza attiva dove la legalità non è subita come imposizione, ma interiorizzata come precondizione per la libertà e la convivenza pacifica.

Lo scopo perseguito dal presente lavoro risulta pertanto quello di tratteggiare una tipologia d’azione didattica che, basandosi sulle specificità del contesto di Marassi, possa contribuire al dibattito accademico sulla pedagogia penitenziaria in chiave europeista, ribadendo che il carcere non è un luogo al di fuori dell’Europa, ma uno spazio in cui i valori comuni devono trovare la loro applicazione più alta e rigorosa, garantendo a ogni individuo, indipendentemente dall’errore commesso, la possibilità di sentirsi parte integrante del destino comune del continente. Questa visione multilivello richiede collaborazione e coordinamento costanti tra istituzioni scolastiche, amministrazione penitenziaria e orientamenti e istituzioni europei, affinché il diritto all’istruzione diventi il motore propulsore di una riforma culturale che veda nell’Europa non solo un’entità economica, ma un rifugio di diritti inalienabili e una palestra di democrazia costante.

L’elaborato cercherà pertanto di tradurre operativamente la concezione di cittadinanza europea multilivello in proposte concrete, fornendo strumenti metodologici atti a trasformare la sezione carceraria in un’aula europea, dove il riscatto personale si intreccia con l’appartenenza a una comunità di popoli uniti nella diversità e nel rispetto della legge. Così facendo, l’educazione civica cessa di essere una disciplina curricolare per farsi pratica di emancipazione, permettendo al detenuto di visualizzare un orizzonte di possibilità che superi le mura del penitenziario e si ricongiunga idealmente con le radici civili dell’integrazione europea, fondata sulla pace e sulla giustizia sociale. Nel contesto genovese, storicamente vocato allo scambio e all’apertura, l’esperienza dell’IIS “Vittorio Emanuele II–Ruffini” a Marassi si propone come esempio per stimolare la riforma dell’istruzione e della formazione al fine di promuovere programmi educativi e riflessioni pedagogiche volte a mettere al centro la dignità della persona, in accordo con la Costituzione italiana e le direttive comunitarie sulla formazione permanente.

Eulink